mercoledì 30 ottobre 2013

Dal Sindaco con un clic! Storia di un'impresa.


Questo è il racconto di una storia a lieto fine che riguarda me, un gruppo di amici e le istituzioni.
Analizzando i fattori sembrerebbe fantascienza, soprattutto di questi tempi, ed invece è successo davvero, ma andiamo con ordine.

Sfiduciata dall'ambiente politico ed esasperata da una città sempre più malconcia, ho deciso di sfruttare l'elezione del nuovo Sindaco di Roma per testare quanto questa ventata di novità rappresentasse una svolta o l'ennesimo bla bla bla .
Decido quindi di raccogliere le idee su come io vorrei migliorare la città, su un tema come la mobilità che affligge tutti i romani e mi è molto caro.
Apro il computer, faccio un bel respiro e scrivo la seguente email:

Gentile Sindaco,
Non se mai riceverà o leggerà questa email ma io provo comunque a scriverle sperando che il Palazzo è più vicino ai cittadini dal suo arrivo.
Sono una giovane romana, lavoratrice, laureata. Rappresento quella fascia di giovani penalizzati fortemente da questa crisi e residenti in una splendida città che purtroppo da anni è trascurata.
Vado subito al dunque: spero che con il suo arrivo le cose cambino.
Ammiro la scelta della pedonalizzazione dei Fori e ho sorriso di cuore al suo arrivo in bicicletta al Campidoglio, essendo io una fautrice della bicicletta come mezzo di trasporto anche nella frenetica Roma.
Vorrei vedere questa città con una mobilità più funzionale ed è per questo che le scrivo.
Se mai avrà tempo di ascoltare il parere di una giovane romana, la prego di prestare attenzione a questa lettera.
Pedonalizzi ancora, incrementi le piste ciclabili, renda i romani fieri di una città eterna con meno traffico e più mezzi sostenibili. Aumenti le vetture car sharing e faccia la giusta pubblicità a queste iniziative.
Vorrei poterla incontrare di persona, per poter discutere con lei di alcune idee che abbiamo buttato giù con degli amici per migliorare la città.
Credo nella buona politica e nel buon governo. Credo nelle amministrazioni locali come primo veicolo di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini. Spero che lei ascolterà questo appello e accolga la mia richiesta di incontrarla, mi piacerebbe avere un sindaco con cui poter “parlare”.
Cordialmente

Una volta premuto il tasto invio ero convinta che la cosa sarebbe caduta nel dimenticatoio, l’ennesima mail che avrebbe affollato l’account del comune di Roma.
Mi son detta, con tanto pregiudizio, che nessuno l’avrebbe letta e se sì non facendo parte di nessun gruppo/associazione/partito/ non gli avrebbero dato peso.
Forte di queste convinzioni archivio la cosa e mi preparo all’ennesima delusione.

Poi succede la magia, pochi giorni dopo vengo contattata dalla segreteria del Sindaco per avere maggiori dettagli su questa richiesta d’incontro.
A quel punto, sbalordita dalla reattività, butto giù una presentazione più strutturata delle idee che avevo/avevamo in mente e mi presento al Campidoglio.

Salendo le antiche scale in un caldo pomeriggio di Settembre mi sento già privilegiatissima ad essere lì e son convinta che l’incontro con lo staff di Marino sia già un risultato ben oltre le aspettative.
Respiro ancora e entro nell’ufficio, vengo accolta da un gentilissimo staff: Maria Rita di Virgilio e il Dottor Tricarico. Mi chiedono di raccontargli un po chi sono, cosa pensavo di dire al Sindaco e mi informano che lo incontrerò davvero assieme al gruppo di persone che menzionavo nell’email.
Mi spiegano che in Sindaco è molto attento al tema della mobilità sostenibile, è un ciclista convinto e quindi ha letto con interesse la mia email. Vengo invitata ad inviare una presentazione del gruppo e ad utilizzare il tempo che avrei avuto in maniera fruttifera, presentando proposte fattibili e possibilmente low budget.

La mia espressione incredula ed euforica fa sorridere tutti ed esco dall’ufficio con un ottimo spirito.
Vista la considerazione ricevuta, la disponibilità e l’opportunità che stavo per avere ho riunito la squadra al completo per lavorare più seriamente sulle proposte da presentare.
Avendo ottenuto l’incontro era fondamentale concentrarci sull'efficacia delle proposte e sulla facilità di realizzazione.

Muniti di bicicletta e buona volontà abbiamo lavorato in dettaglio sulle seguenti tematiche da presentare:
·      Intermodalità
·      Aumento ciclabili low cost
·      Bike Sharing
·      Incentivi acquisto bici con sgravi fiscali
·      Problemi ciclisti urbani, pericoli e miglioramenti
·       Delibera 2012 dove siamo?
·      Car pooling

Durante la preparazione

La nostra idea é dare voce ad iniziative realizzate in altre città, italiane ed estere, e proporle su Roma che non eccelle per iniziative a favore dei ciclisti.

Dopo riunioni/discussioni ed interessanti ricerche sullo stato dell'arte delle regolamentazioni romane in tema di mobilità, buttiamo giù una presentazione piuttosto sintetica, ma visivamente efficace da presentare.
Ci armiamo quindi di coraggio, sorrisi e forti convinzioni puntando dritto al Campidoglio.

L'incontro si è svolto in tardo, tardissimo pomeriggio e questo testimonia con piacere che i lavori al comune proseguono anche dopo il tramonto.
Veniamo ricevuti in una bellissima sala e all'incontro sono presenti il Sindaco Ignazio Marino, l'Assessore alla mobilità Guido Improta, il Capo dei Vigili urbani e il suo vice e Roberto Tricarico dello staff del Sindaco.


Il nostro biglietto da visita
Emozionati entriamo decisi nell'enorme sala e discutiamo per ben 45 minuti delle nostre idee.
Abbiamo analizzato tutti i punti sulle ciclabili e l'interscambio con i mezzi pubblici, chiesto a che punto siamo con l'attuazione della delibera 2012 dell'amministrazione precedente sul piano quadro della mobilità, proposto spunti nuovi come il car pooling per incentivare l'utilizzo delle 4 ruote con più passeggeri possibili.
Alcune delle nostre idee son piaciute, altre fan già parte dei prossimi passi dell'Assessore ed alcune ci hanno promesso verranno prese in seria considerazione.
Per gli interessati la presentazione completa la potete scaricare da qui:
Ci hanno dato appuntamento tra un anno per far il punto delle cose attuate ed eventuali work in progress, ovviamente ci ripresenteremo puntuali e testimonieremo i risultati.
La presentazione

Nel vivo della discussione
Terminato il colloquio e ricevuti i complimenti dal Sindaco per il nostro impegno siamo usciti a festeggiare come si fa dopo ogni impresa degna di questo nome!
Sappiamo che è solo un minuscolo passo verso i milioni di problemi della capitale ma sappiamo anche che se non ci si prova nemmeno è troppo facile lamentarsi.
Speriamo che almeno una delle nostre idee sarà presa in considerazione e se anche dovesse giovare ad un unico ciclista urbano, saremo fieri del nostro lavoro.
Questa esperienza ci ha lasciato un senso di condivisione e positività che non provavamo da tempo verso le istituzioni. In una città difficile come Roma riuscire a parlare con il Sindaco in persona dopo un'email credo sia il segno di un enorme passo avanti verso la partecipazione.
Noi siamo gli elettori, è giusto che gli eletti rispondano alle nostre iniziative.
Inoltre siamo giovani ed abbiamo diritto più dei grandi a contribuire a migliorare la nostra comunità visto la brutta eredità che ci hanno lasciato.
Quindi be positive and reactive, se non ci proviamo non lo cambieremo mai questo mondo.

Un grazie speciale ai miei compagni d'avventura: Enrico, Federico, Francesca, Marco, Margherita, Mattia e Valeria. 




lunedì 21 ottobre 2013

Fatti&Misfatti


La crisi c’è,  si vede, si sente ma soprattutto si parla.

Nelle mie innumerevoli corse in taxi per/da l’aeroporto approfitto sempre di ottime chiacchiere in compagnia dei tassisti romani, inesauribile e genuina fonte di informazione.
Ognuno di loro ha sempre qualcosa da raccontare e nei lunghi tragitti, aumentando il tempo aumenta anche la profondità delle discussioni.
Nel giro di pochi giorni mi son trovata a far due lunghe tratte in loro compagnia. 

Il primo tassista, uomo di mezza età, simpatico, romanissimo ed ex dipendente Alitalia (equipaggio a terra); la seconda era donna, cicciottina, simpatica e sulla trentacinquina.
Molto diversi come temperamento, parlantina e stile di guida ma in un men che non si dica dal parlare del tempo siamo passati ai discorsi seri, quelli che aimé tormentano tutta la nostra Italia.
Disoccupazione, sprechi, tasse, caos burocratico gli ovvi argomenti toccati ed entrambi con estrema amarezza mi hanno raccontato delle loro difficoltà a mantenere i figli ed arrivare a fine mese visto l’incredibile aumento del peso fiscale anche sulla loro categoria.
Purtroppo io, che rappresento la generazione più  colpita da questa crisi, non facevo che annuire e accodarmi alle loro polemiche. Non ne so molto di taxi ma capisco e condivido le loro preoccupazioni.

La cosa curiosa arriva in un secondo momento, entrambi chi per esperienza diretta chi per amicizie nel settore, mi raccontano gli scandali che hanno vissuto in prima persona in Alitalia e visto che è notizia di questi giorni la ricapitalizzazione, quale miglior spunto per  deliziarmi con le loro storie.

Mi racconta il primo di come fu assunto negli anni 80: conosceva il sottosegretario ai trasporti dell’epoca. Per lui, da poco diplomato, l’ingresso con contratto a tempo indeterminato fu cosa immediata e si ritrovò a 20 anni con un ottimo stipendio senza aver nemmeno fatto un vero colloquio.
 Il bello arriva dopo, lui si aspettava che nonostante la spintarella avrebbe avuto comunque del lavoro da fare e invece venne piazzato nell’ufficio delle registrazioni dei ticket ristorante dove aveva quattro pratiche al giorno da registrare da dividere con altri cinque colleghi. Risultato: le otto ore di lavoro erano trascorse al bar, nel terminale con il cortile fumatori e a chiacchierare.
Si licenziò dopo due anni perché prese coraggio e si accorse che se avesse continuato così gli si sarebbe atrofizzato il cervello. Oggi è un tassista, mantiene 3 figli a fatica ma ha di certo molto da fare a sua detta.

Lei, la tassita del ritorno, ha una sua cara amica in Alitalia, servizi Cargo. Anche lei entrata alla fine degli anni 80, quando l’azienda assunse il triplo dell’organico necessario.
La sua amica fino a cinque anni fa veniva presa da una navetta Alitalia che andava a prendere tutti i dipendenti a terra. Poi con l’arrivo della CAI almeno questo servizio si è tagliato. Entrò all’epoca con contratto a tempo indeterminato ed ancora oggi gode, navetta a parte, di enormi privilegi contrattuali. Non mi ha dato dettagli sulla sua posizione ma la tassista mi riferisce con tono indignato che l’amica si permette ancora di lamentarsi.
Oltre alle esperienze raccontate mi è stato detto da entrambi, nella fase flusso di coscienza, che in quegli anni l’Alitalia era il collocamento di tutto il Paese e conoscendo qualcuno dal municipio al Quirinale si entrava.

Ci stupiamo dunque che l’Alitalia abbia un buco di miliardi insanabile anche dopo la nuova era?
Ci stupiamo che questi enormi privilegi che godono i dipendenti siano la causa dell’arrancaggio dell’intera azienda?
La cosa però di cui mi stupisco è che i loro sindacati si permettano ancora di scioperare.

Non penso che valga per tutti questa inaccetabile verità, certamente ci saranno persone preparate e lavoratrici che fanno il loro dovere. Il punto però è che se moltiplichiamo questa inefficienza ai Ministeri/alle agenzie/ alle aziende statali ed ex statali tutto si spiega.
Si spiega la disoccupazione giovanile, i buchi, le tasse che non bastano mai e chi più ne ha più ne metta.

Cito le parole veraci della tassista numero 2: “Avete magnato fino a mo, se è il caso di andarvene mo ve ne annate”.

lunedì 26 agosto 2013

TolleranzaZero

Leggere è uno dei piaceri della vita.
Scorrere frasi che si trasformano in immagini, emozioni, visioni, è la sintesi perfetta della fantasia.
Bella la sensazione di leggere una storia che lascia quella leggera smania di proseguire arrivati al punto. Quella deliziosa  voglia di continuare oltre il bianco, oltre la fine. Come una leggera assuefazione, una dolce dipendenza.

Questa poesia si interrompe quando si legge qualcosa di brutto, di triste o spiacevole, e con la stessa fantasia con la quale si corre via per i bei racconti ci impegnamo a fuggire via dalle immagini scure.
Ogni parola è un macigno e dal cervello si produce nel corpo un ribrezzo, una sensazione reale, come se quello schifo ci stesse toccando personalmente, fosse lì accanto a noi.

Ebbene questa pelle d'oca accompagnata da rabbia per ogni singola parola che leggo nei quotidiani, si sta diffondendo in me con la stessa intensità di un virus.
Leggo e rileggo la stessa identica notizia e la mia fantasia non mi aiuta, anzi. L'unica cosa che vorrei è cancellare tutte queste lettere e riscrivere la storia politica del nostro Paese.

Se si potesse cancellare tutto come fosse un'enorme lavagna lo farei.

Cancellerei il Signor Berlusconi e i suoi interminabili insulti alla legalità. Cancellerei i suoi seguaci che sembrano tanti soldatini disperati. Cancellerei chi non si sta occupando della nostra economia, della nostra scuola, della sanità e del lavoro perché troppo impegnato a litigare su come gestire una vergogna.
Cancellerei gli stipendi milionari perché nessun politico sta lavorando per noi ma per i loro sporchi comodi.
Cancellerei l'onore di tutto questo gruppo di corrotti impedendogli anche il diritto di parola.
Cancellerei le più gravi conseguenze economiche che questa ennesima crisi di governo provocherà.
Cancellerei i debiti di milioni di famiglie senza lavoro e senza futuro.                                                                    

Non cancellerei solo una frase: la legge è uguale per tutti.







venerdì 2 agosto 2013

Uno dentro - Una fuori

Inutile spendere parole o commenti, ormai superflui, su una condanna (se pur simbolica) che arriva dopo anni  di latitanza.
Purtroppo non saranno 12 mesi a fermarlo e nemmeno l'eventuale interdizione dai pubblci uffici.
Certamente si macchia ufficialmente la fedina penale del Cavaliere (ex), certamente per un pò ce ne libereremo ma come espressamente detto da lui non ha intenzione di mollare.
Il suo video autoclebrativo, offensivo, manipolatore, in diretta su tutte le sue reti, dice molto di più di qualsiasi commento.
Serve dignità prima di tutto nella vita. Silvio in quel video non ne mostra neanche un pò.
Che poi la sentenza sia bizarra, il capo d'accusa forse insolito potrebbe essere anche vero ma come si fece con Al Capone, si punta sul fisco per punire tanto altro.
Credo che ad oggi la dignità non debba essere solo di Silvio ma anche dei "suoi", di quelli che vorrebbero far cadere il governo in nome di una giustizia ingiusta come se fossimo nel Medioevo e i giudici non fossero altro che casuali giudicanti senza competenza.
A voi cari seguaci del Pdl la prossima mossa e poi agli elettori quella successiva. Ascoltate e valutate se questo gruppo che si stringe compatto attorno all'ombra di un leader condannato, possa davvero rappresentare i vostri interessi e quelli del Paese.

Ma se in casa si esulta o si piange per questa sentenza dall'altra parte del Mediterraneo una donna esce finalmente dal carcere.
Amina, attivista femen imprigionata a Maggio per aver manifestato contro l'integralismo è finalmente fuori e dovrà affrontare un processo lungo e difficile per giustificare una protesta giusta in un Paese ingiusto con le donne.
Da oggi riabbraccia i suoi cari e si prepara alla lunga battaglia. Buona Fortuna Amina.


Permettetemi di celebrare questa piccola bella notizia e stendere un velo nero sull'altra.


giovedì 25 luglio 2013

Evasione Mon Amour


Cari lettori, è arrivata l’estate (finalmente) e con lei ritornano i suoi riti tipici.
Mare/sole/vacanze,  puntate di Studio Aperto dove regnano solo curve e bikini (aimé) e il ritorno dei bollettini traffico ogni 7 minuti su tutte le radio.

Ma se da un lato l’estate porta con se sorrisi e leggerezza, dall’altro abbiamo la pesantezza infinita di un' Italia sempre più alla deriva.

Il governo misto sembra immobile, i “salvatori” 5 Stelle pressoché spariti, le famose riforme son in ferie e piovono condanne come ai tempi di mani pulite. Ce n’è per tutti, politici, amministratori, calciatori e persino vigili urbani.

E oggi arriva una nuova “bella” notizia: l'imponibile ogni anno sottratto al Fisco ammonta a 272 miliardi. Ciò piazza il nostro Paese nella prestigiosa lista dei più “evasori” tra le economie avanzate.

Quindi non solo risultiamo tra i più corrotti d’ Europa ma anche tra i più avversi al fisco.
La drammatica conseguenza dei furbetti che non dichiarano e dei geni che rubano dalle casse dello Stato ricade tutta su di noi.

Il gioco è semplice e le regole sono più che chiare. Ci sono gli evasori che dichiarano zero e quindi versano  zero. Questo zero si moltiplica fino ad arrivare a un buco dei sopracitati duecento miliardi e oltre.

A questo punto l’unica soluzione per evitare la banca rotta è aumentare la pressione fiscale, che infatti dal 2002 ad oggi è aumentata di quasi tre punti percentuali.
E il cerchio si chiude su i poveri onesti lavoratori, quelli che da un lato pagano le tasse (volenti o nolenti) e le pagano sempre più alte, e dall’altro non usufruiscono di nessun servizio pubblico decente visto che gli amministratori con i pochi soldi che hanno giocano a fare i Pascià.
Risultato: classe media sempre più povera e scontenta.

Purtroppo non è solo un problema politico, chiunque governi deve far l’equilibrista tra i conti cercando di risparmiare e di aumentare gli introiti, quindi massacra l’unica classe di lavoratori che andrebbe tutelata.

Ma la ripercussioni di tutto ciò son ancora più ampie. 
Una pressione fiscale così alta disincentiva gli investimenti industriali nel nostro Paese. L’esempio lampante è Marchionne che  fugge verso l’America più veloce della luce con un’eccellenza italiana come la FIAT. 
E quindi ricoperti di tasse, pieni di corruzione e con le industrie che scappano stiamo messi davvero male.
Per citare un tormentone estivo siamo un bollino nero peccato che non si tratta di autostrade ma della nostra economia.

Allora come lo interrompiamo questo pericoloso turbinio di negatività?

E’ prima di tutto una questione culturale.
Come facciamo a insegnare agli italiani a pagare le tasse e ad essere onesti, soprattuto se ricoprono cariche pubbliche?
Come possiamo educarli al rispetto del nostro Paese inteso come popolo, come gruppo di individui?
Dipende dagli insegnamenti delle famiglie o della scuola? Con chi dobbiamo prendercela?

In attesa del capro espiatorio ci tocca rimboccare le maniche e tentare di tirare su questo Paese. Ci manca il foglio del come!? Beh iniziamo con chiedere lo scontrino e chissà che piano piano qualcosa cambierà!

lunedì 27 maggio 2013

Battaglie senza gloria

C'è qualcosa nel fare umano che mi sfugge. Ci son più cose che mi sfuggono in realtà, ma la determinazione in battaglie senza senso è tra le prime. Non riesco proprio a capire come si possa vomitare tanta rabbia nei confronti di un diritto altrui.
Ma andiamo con ordine.
Hollande, come promesso, porta avanti la legge a favore dei matrimoni omosessuali.
La legge passa, ottiene anche approvazione Cassazione e dalla prossima settimana si potranno celebrare matrimoni di coppie dello stesso sesso in tutta la Francia.
La notizia non mi sorprende, la Francia è un paese progressista, sempre in prima linea sulle pari opportunità, paese ben più laico del nostro e sempre ben predisposto al riconoscimento di diritti fondamentali.
E' infondo la terra della rivoluzione, dove si decapitava chi non agiva per l'interesse del popopolo, dove nacque il '68 e dove ancora oggi esiste uno Stato sociale che riconosce enormi tutele a chi ha difficoltà.
 

E invece cosa succede? Da quando in Parlamento si discute la legge "omo", fino alla sua approvazione, è un susseguirsi di manifestazioni e scontri violentissimi.  Un noto filosofo di estrema destra sceglie addirittura il suidicidio nella spettacolare cornice di Notre Dame per spiattellare con il sangue il suo dissenso.
A Parigi sfilano ogni settimana centinaia di sostenitori anti "omomatrimonio". Nella manifestazione di ieri rappresentanti di estrema destra cattolica hanno assalito la polizia trasformando la parata in una guerriglia.
Ma da dove spunta tutta questa violenza per un diritto di altri? Non capisco.
Comprendo e sostengo le battaglie degli omosessuali che richiedono un sacrosanto diritto all'unione ma il manifestare contro non rieco a comprenderlo.
Cosa toglie agli eterosessuali il matrimonio gay? Cosa porta di scandaloso nelle loro vite? Cosa succede di tanto terribile se due uomini o due donne si sposano nella vita delle coppie "normali"?
E non c'entra nemmeno la religione, la Chiesa cattolica continuerà a non accettare i matrimoni gay e quindi a non celebrarli.  Quindi cos'è?
Tanto trambusto per un diritto riconosciuto ad altri non ha giustificazione.
Se riconoscessero il matrimonio ai gay e lo togliessero agli eterosessuali lo potrei comprendere ma qui si tratta di aggiungere, no di sottrarre un diritto.
Il matrimonio civile non è altro che un contratto nel quale due esseri umani si impegnano a costituire un nucleo familiare e questo gli concede alcuni diritti/doveri. Con le dovute differenze nei diversi ordinamenti, il succo non cambia, si tratta di un vincolo contrattuale.
Cari manifestanti francesi e non, cosa mai vi provoca l'estensione di questo diritto a due esseri umani dello stesso sesso?
Che genere di frustrazione brucia dentro di voi tanto da spingervi a manifestare come dei forsennati contro una cosa che non vi riguarda?
Mi ricordate i bianchi troppo legati ai loro privilegi per denunciare l'apartheid o i nobili troppo fieri delle loro posizioni per concedere libertà agli schiavi. Paura di concedere al diverso diritti che lo rendono sempre più simile a te, è forse questo?

La vostra è una battaglia fondata sulla negazione di libetà altrui, non può funzionare.
Deponete le armi e i vostri slogan bigotti, la Francia va avanti e chissà che anche l'Italia la seguirà.

giovedì 16 maggio 2013

Thanks to you all

Cari Grillini,
cari outsider delle vicende di palazzo, cari pionieri di solidi principi ed ineccepibili virtù. E' a voi che dedico questa analisi, questo sfogo, questo grido di schifo che esce ogni volta che apro un quotidiano da un mese a questa parte.
 
Partiamo dallo scatenarsi delle innumerevoli polemiche sugli infiniti processi di Berlusconi.
Partiamo dall'indegna costatazione che metà del governo (potere esecutivo + legislativo) a Brescia ha manifestato contro la magistratura (potere giudiziario) essendo entrambi fondamenti della nostra democrazia. 
Partiamo dal caos della nostra economia e dallo stallo delle nostre riforme, rispetto all'enorme attivistmo che c'è nei confronti dei processi di un unico cittadino.
E poi passiamo al Pd, che essendo legato a doppio filo, timidamente protesta a tutto ciò ma senza voltarsi. E' inaccettabile che siano ancora complici della lotta personale di Silvio contro le sue stesse magagne, ma sarebbe ancora più inaccetabile la caduta di questo governo. Perché infondo l'Europa ci ha dato una chance, le borse reggono e dobbiamo far ripartire il Paese, non c'è tempo.
E quindi ora abbiamo da una parte il comunicatore italiano numero 1 che si impegna ad autoassolversi monopolizzando tv, gironali e Montecitorio e dall'altra parte una sinistra sfasciata che pagherà per sempre per aver permesso tutto questo.
Il quadro è alimentato dalla disoccupazione che sale e dal Pil che scende.
Di chi è la colpa?
Di Berlusconi (più di chi continua a voltarlo) - Del PD (anche) - Della Merkel (forse) - Di Monti (ma si dai) e dei Grillini?
Si miei cari impavidi è anche colpa vostra.
Se vi foste fatti "corteggiare" da Bersani e vi foste messi al servizio di questo Paese con un governo di intesa, magari ci avreste rimesso in reputazione ma guardagnato in rispetto.
Magari oggi parlavamo di legge elettorale e di lavoro invece che di Ruby e di intercettazioni. Magari vi scannavate con i cugini di sinistra su tutto ma i processi di Berlusconi non sarebbero stati in primo piano. Invece il genio è riuscito ancora nell'intento, ha aspettato silente il vostro No per accalappiarsi il Pd e utilizzarlo come trampolino verso la sua assoluzione. Perché dall'opposizione sarebbe stato più difficile.
Se oggi siamo legati a doppio filo alle inaccetabili vicende del tribunale di Milano è anche colpa vostra.
Grazie per essere entrati in Parlamento e grazie per averci traghettato nella nuova era Silvio.

martedì 7 maggio 2013

Illeciti Compromessi + Lecita Dedizione


Muore con Andreotti un pezzo della storia politica italiana?
La parte della brutta politica che lui si porta dietro, del sangue, degli inciuci ci augureremmo muoia con lui. Ma non morirà.
La parte che magari dovremmo tenerci è la serietà e il servizio instancabile alla Repubblica, l'idea che nel giusto o nello sbagliato si agiva per un bene comune non per un bene personale,  in un tempo in cui le ideologie esistevano ancora e il boom economico copriva ogni giudizio sugli intrighi di Palazzo.

Con quale metro giudicare il bene dell'Italia di quel tempo e di oggi..questa è un'altra storia.

venerdì 26 aprile 2013

Ci salvi chi può

Scorrevo distrattamente coloninna destra di Repubblica (che regala grandi risate ogni tanto) e mi imbatto nel seguente articolo:

http://d.repubblica.it/attualita/2013/04/26/news/laura_boldrini_intervista-1629606/?ref=HREC1-2


Leggo con interesse conoscendo poco la nuova Presidente della Camera. Finisco la lettura con un sorriso pensando che la sua è una bella storia e che al di là di Destra o Sinistra sembra una donna onesta e seria. Entrambe qualità ormai scomparse dai politici italiani.

Mi accingo quindi a chiudere la pagina quando mi salta all'occhio l'ultimo commento lasciato dai lettori, lo leggo convinta che avrebbe confermato la mia tesi dell'ottima impressione sull'articolo e sulla persona.
Ecco qui il commento integrale:

"Un consiglio a tutti gli uomini: state lontani dalle comuniste terzomondiste figlie di papà e borghesi col portafoglio a destra. La peggior specie di donna... donne che si preoccupano dei poveri del Bangladesh mentre sfasciano la loro stessa famiglia... divorzi assicurati... anni di vita buttati via. Fra una donna di questo tipo fintamente emancipata ma solamente arrivista ed egoista preferite una vecchia beghina baciapile. Avrete qualcuno che vi rispetta non un mezzo uomo con la gonna. Sono maschilista? Si,voglio una donna con la gonna."



A quel punto il mio sorriso si trasforma in grugno e d'improvviso rimango attonita e rileggo per essere sicura del significato.
Ma ci rendiamo conto?
Non credo di avere parole a sufficienza per descrivere il fortissimo disappunto che questo signore mi ha creato.
Non ho nulla a che fare con la Boldrini e non sono, per ora, una sua fan quindi lungi dall'essere una difesa diretta a lei, ma la mia difesa è diretta a noi donne.
Ma possibile che nel 2013 una donna che ha avuto una bellissima carriera, fra l'altro nel campo umanitario, ha una figlia, è arrivata in Parlamento e sta anche facendo bene i suoi primi passi possa ricevere un commento del genere?
Non solo un commento dichiaratamente maschilista e offensivo ma dal quale trapela un odio generalizzato per donne non  "casa + fornelli" ma inseguitrici di sogni anche al di fuori della famiglia.
Perchè mai l'esigenza di demonizzare con 8 righe di arroganza un modello femminile semplicemente diverso dalla mamma/moglie.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di vivere, la mamma casalinga e la donna in carriera son entrambe scelte di vita rispettabili e assolutamente lecite e non sempre l'una esclude l'altra. Mai nessuno si sognerebbe di scrivere: "State lontani dalle madri di famiglia" e invece ci si permette di scrivere "Attenti alle donne arriviste".
Mi vien voglia di rispondere al paladino dei maschi contro femmine: "Caro lettore sono donna, sono emancipata, sono sognatrice e credo nella famiglia tanto quanto credo nella ralizzazione professionale. Sono di sinistra, ho  il portafoglio talmente leggero che poco importa se è destra o a sinitra e vorrei avere a 26 anni le stesse possibilità che ha avuto la signora Boldrini di realizzare i suoi sogni" Ps. Porto la gonna.

martedì 23 aprile 2013

Una settimana da dimenticare


1 disastro + 101 traditori = 1 Presidente
  8 anni di Berlusconi +2 di Prodi + 1 Monti =  5,7 milioni di disoccupati







sabato 20 aprile 2013

Inciucio Day

E ufficiale, è evidente, è indecente.
L'unico che ci va di mezzo, insieme alla povera Italia,  è il dignitosissimo e rispettabilissimo Giorgio Napolitano che alla veneranda età di 87 anni per il bene del suo Paese  è ancora lì a fare da scudo ad un indecente declino.



venerdì 19 aprile 2013

Waiting for President

Lo sapevate come è eletto il Presidente Finlandese!!?

Suffragio universale diretto. E’ scelto tramite elezioni a doppio turno ogni sei anni, tra i candidati proposti da almeno uno dei partiti rappresentati in Parlamento o da almeno 20.000 cittadini con diritto di voto. Se vi è un solo candidato, la nomina avviene senza elezione. Se un candidato supera al primo turno il cinquanta percento dei voti, diviene immediatamente presidente. In caso contrario, i due candidati che al primo turno hanno ricevuto il più alto numero di voti partecipano a una tornata di ballottaggio, nella quale chi riceve il più alto numero di voti diventa presidente.

                                                Non sarebbe più semplice di così'!?

giovedì 18 aprile 2013

Ambarabà ciccì coccò

E' giunta l'ora del Presidente!
Ci si accapiglia e ci si scompiglia per negoziare rose di nomi favorevoli a tutti. L'ultimo nome sembra Marini condiviso da Pd e Pdl. I Grillini nel delirio del webvoto propongono Milena Gabanelli e ieri un post il leader
sbraitava contro la decisione di ignorare il loro candidato. Chissà perché!
Alla fine dopo la saggia rinuncia della giornalista e di Gino Strada, qualificatosi secondo, il Movimento vota Rodotà.
Bersali-Berlusconi uniti per il Quirinale suona di inciucio certamente, ma pretendere di esser presi sul serio proponendo una giornalista (brava e rispettabile per carità) a ricoprire la più alta carica dello Stato mi pare un paradosso. Giocare è un conto, concretizzare è un altro. Per fortuna Rodotà sembra avere qualche carta in più, quantomeno ha un'esperienza istituzionale alle spalle.
Oggi tutti al voto e vedremo che succederà. Per ora fumata nera.
La spunteranno i grillini appoggiati dall'ala separatista del Pd o i "conservatori" fautori dell'intersa B+B*?

Questa intensa attività di negoziazione non mira solo all'elezione del Presidente.
La partita importante che si sta giocando in queste ore è già un passo avanti.  Chi appoggia chi è la domanda cruciale.
Da una prima analisi il separatismo dei Grillini sembra far qualche passo indietro. Grillo ha capito che "il non piegarsi mai" funziona per la propaganda ma un pò meno quando a Palazzo ci sono anche loro.
Forse Rodotà è un modo elegante per bussare con coda bassa alla porta del Pd o almeno di quel Pd che tutto voleva meno che l'accordo con Berlusconi.
Sicuramente non è facile proporre novità, cambiamento e pulizia in un contesto del genere e tentare con l'elezione del Presidente di riaprire una porta di collaborazione sembra un'idea saggia.
Che i novellini abbiano capito come funziona!?
Intanto il Pd si  sgretola nelle sue divisioni  e chissà che sotto sotto sia in atto un colpo ai vertici, chi non ha votato Marini in questo primo round ha mandato un chiaro messaggio a Bersani.

Ma dopo tutto questo tram tram un Presidente uscirà fuori ma la domanda è: E DOPO?
Quanto conteranno favori e sgambetti per delineare l'attività del Parlamento che è ancora bloccato nello stallo?
E mi dispiace ma non ce n'è per nessuno sia la destra, sia la sinistra che i novellini non hanno tirato fuori dal cilindro nessuna brillante soluzione.
Il neo eletto potrà mai far superare l'impasse!?

Staremo a vedere..

Pronti via, parte il secondo round!
http://video.sky.it/news/diretta


venerdì 5 aprile 2013

C-A-O-S

Il caos regna sovrano.
Abbiamo dei saggi al posto del governo, un Renzi battagliero, i Grillini che continuano con riunioni segrete, Bersani che non sa dare risposte e Napolitano che non avrebbe mai immaginato di terminare il suo mandato in una simile situazione.
La partita aperta riguarda anche la sua carica, chi sarà il successore?Se non c’è accordo per governo figuriamoci per capo dello Stato.
Poi abbiamo Ruby che fa comizi fuori dal tribunale di Milano e Berlusconi che mira al Colle.
E’ propio il caso di dirlo: che Dio ci aiuti! Non importa che Dio è l’appello è aperto e transverale!

In tutto ciò fuori dalle mura domestiche la Corea del Nord gioca a Risiko con un avversario da non sottovalutare, Brasile e Argentina son ai ferri corti e in casa Europa lo scandalo finanziario dell’inchiesta di “Le Monde” sembra trasformarsi in una bomba ad olorogeria.


Se ci aspetta un non-governo per i prossimi mesi con crisi economica in primo piano mixato alla guerra nucleare oltre oceano,
non mi resta che dedicare ai lettori di Virgola un estratto di “Genrazione 1000 euro” (2009), film mai come oggi attuale:

In un tempo finito capita un numero quasi infinito di eventi, la maggior parte dei quali assolutamente imprevedibili.Questo in termini matematici ha un solo significato:che una cosa impossibile accada,non solo è molto probabile,è sicuro.”

Chissà che l’impossibile accada davvero, che il caos si trasformi in ordine dal Parlamento all’oceano pacifico!

venerdì 29 marzo 2013

Freedom to Tibet

 28      gli anni dell'ultimo Monaco che si è fatto bruciare
114      immolazioni dal 2009
  63      gli anni di occupazione cinese e di violazioni dei diritti umani sulla popolazione tibetana
   3       le risoluzioni ONU a favore dell'autodeterminazione del popolo tibetano





1.000.000  i tibetani morti a causa dell’occupazione



Per saperne di più:

mercoledì 27 marzo 2013

We Love Games

Ci sta la responsabilità e poi ci sta la strategia.


Analizzando il nostro incastrato Parlamento mi viene in mente una botte piena di un vino mediocre che costa come un Barolo ma non vale un Tavernello.

Si sa, le elezioni non hanno aiutato, anzi la situazione è confusa e senza maggioranza Bersani non può fare proprio niente. Gira come una trottola a promuovere il suo Tavernello mascherato ma per ora ha preso solo schiaffi.
Per carità è lecito, in nome dell’integrità del propio credo, il motto “non ci avrete mai” confermato dai Grillini.
E’ lecito anche che i meno puliti del gruppo  propongano Alfano come vice premier come condizione assoluta per votare la fiducia al PD, confermandosi così capostipiti degli inciuci.
E’ lecito persino che la Lega chiuda le porte per seguire come un bravo segugio il PDL, in nome di vecchie alleanze  e che Lista Civica sia disposta a cooperare senza criticità visto che conta poco.
A me sembra però che il buon senso si sia perso da un pezzo e che dietro la maschera della coerenza si celino disegni da strateghi consumati e i più bravi in questo sono propio i grillini.

Andiamo per gradi.
Contro ogni previsione il primo partito italiano risulta essere un non-partito. Entrano in Parlamento nuove promesse, di certo giovani e piene di entusiasmo. Arriva però il momento dove bisogna cominciare a FARE e non a DISFARE, specialità del movimento 5 stelle.
Ed è proprio quando, corteggiati dal PD, addolciti da Napolitano e consacrati come fenomeno vincente del nuovo sistema politico italiano, che in gran coro urlano No e chiudono la porta.
Va bene, è coerente, è leale verso i loro elettori, ed è pure scenografico ma è giusto per il Paese?

Quel povero Pier Luigi ormai la patata bollente ce l’ha e non può certo tirarsi indietro, certamente anche lui avrà le sue strategie ma sta cercando di mettere insieme qualcuno che voti quello che si deve votare e poi arrivederci e grazie, si faranno nuove elezioni.
Ma se tutti concordiamo che servono 4 riforme e anche in fretta (elezioni, mercato del lavoro, sistema fiscale e legge anti corruzione) perché non ci si siede con responsabilità intorno ad un tavolo a lavorare su questo invece di sbraitare sul web “io non ci sto”?
Se i grillini vogliono cambiare l’Italia e  lo vogliono fare ora, perché non mettono in agenda le loro priorità, non votano Bersani e portano avanti le cose?

Questa è pura strategia. Il punto non è fare cose buone per il Paese ma essere rieletti con numeri maggiori e muovere le riforme senza compromessi. Bella la vita dei duri e puri ma perdonatemi, qui per noi poveri cittadini non c’è niente di buono all’orizzonte.
Non sono per accozzaglie improbabili (tipo PD+PDL) che sarebbero un puro delirio e non porterebbero mai alle riforme.
Non ho neanche nulla contro i grillini, ma ho sviluppato un odio profondo per chi pensa al suo cortile e non mette il naso fuori. Questo ha rovinato il nostro Paese.

Che qualcuno si prenda la briga di trasformare davvero il futuro dell'Italia oggi, non tra sei mesi. Se non ora quando? (Cit.)

venerdì 15 marzo 2013

E' anche questione di immagine


Si insedia il nuovo Parlamento.
Una bella sensazione nonostante il caos: ci sono dei giovani, tante donne, la metà dei "soliti noti" è sparita.  Meno rughe e più sorrisi.
In bocca al lupo a chiunque lì dentro lavorerà e non ruberà.


mercoledì 13 marzo 2013

Giusto&Sbagliato

Da piccoli ci insegnano, o almeno ci provano, a distingure tra il bene e il male.
Non toccare il fuoco, non fare il bagno dopo mangiato, non accettare caramelle da sconosciuti perchè è tutto molto"male". Comportarsi bene con mamma e papà, studiare, rispettare le regole entra nella sfera del "bene".
Poi si cresce e apprese le basi per la sopravvivenza si estende la distinzione bene/male a molto altro.
Lavorare è bene, droga è male. Paese democratico bene, Paese con dittatura è male e via di seguito.
Ma allora se quasi la metà dei parlamentari, investiti propio dal sistema democratico della loro carica, si piazzano davanti ad un palazzo di giustizia per protestare contro un'altra istituzione democratica come la magistratura, qui dov'è il bene e dov'è il male?
Mi trovo un pò confusa.

Non si tratta di essere di destra o di sinistra, berlusconiani o anti-berlusconiani qui si tratta della serietà e del rispetto verso i cardini nel nostro sistema costituzionale.
Premesso che sono personalmente convinta che un pluri indagato e in qualche occasione condannato non possa essere un degno rappresentante dei cittadini;  se il Cavaliere stia subendo una particolare attenzione dai pm o se effettivamente tutti i nodi son venuti al pettine,  questo non abbiamo sufficenti elementi per giudicarlo. I giochi di potere son tali e tanti in entrambe le direzioni che è davvero difficile esprimere un parere oggettivo e giuridicamente attendibile.
Rimetto quindi la mia riflessione a ciò che ha mosso i compagni di B. a manifestare.
Possibile che nessuno si è posto il problema che non è BENE che un'istituzione manifesti contro un'altra istituzione, che si gridi al complotto giudiziario in un paese dove la giustizia con tutti i suoi difetti, è indubbiamente garantista per l'imputato.
Possibile che chi ha eletto quei parlamentari sia in questo modo giustificato a pensare che nel propio Paese il sistema giudiziario è marcio e i magistrati sono tutti corrotti?
Quindi se mi scippano la borsa e indagano il ladruncolo x che ha già rubato 100 volte, lui deve sentirsi libero di gridare al complotto se ha la fascia di sindaco o la poltrona in Parlamento? E magari sperare in un trattamento diverso?

Sicuramente anche Giorgio Napolitano come cittadino avrà una sua opinione, ma dal momento che rappresenta la Repubblica, si limita a richiamare ordine e rispetto da entrame le parti.
Questo è bene.
Inveire contro la giustizia e farlo senza uno straccio di responsabile riflessione. Questo è male.
In un momento di crisi profonda del sistema politico ogni rappresentate di questo sistema dovrebbe pensare molto bene alle sue mosse e alle relative conseguenze.

Che facciano tutti un bel ripassino su cosa è giusto e cosa è sbagliato.

venerdì 1 marzo 2013

Il bicchiere mezzo pieno

In questi giorni di caos e perplessità sembra che l'Italia sia un vecchia e stanca Signora.
Lo scenario dopo il voto è talmente più complesso del previsto che il governo Monti sembra quasi una passeggiata. E la vecchia Signora, basita e impotente, non può far altro che aspettare che qualcosa accadrà.

Si è scritto fin troppo su tutto questo e il pensiero di Virgola oggi si pone su una riflessione più leggera.



Ma quando mai ci ricapiterà di stare nello stesso momento senza Governo e senza Papa!?
Segniamo questa data e facciamoci un sorriso.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno, tutto questo scompiglio ha un lontano sapore di libertà :-)




giovedì 21 febbraio 2013

Perche no!?

Ma perchè mai in tv non ci vuole andare propio lui che è  propietario della metà delle reti nazionali!?




Per chi non l'avesse capito parlo di Berlusconi che ad una settimana dal voto manda a monte il tanto atteso dibattito che avrebbbe messo faccia a faccia i principali candidati. Idem Grillo che fugge last minute da sky.
Visto l'innumerevole ammontare di indecisi, le sporadiche trasmissioni di approfondimento che realmente spiegano i programmi e l'avvicinarsi del giorno X, l'idea di un confronto alla Renzi-Bersani non sembrava tanto male. Così, tanto per dare una mano agli elettori che ancora non si son fatti un'idea di come l'uno o l'altro esponente vorrebbe mantenere le promesse, imu risarcito e compagnia tanto per fare un esempio.
Ok che sulla rete pubblica le regole sono troppo ferree e quindi si sarebbe dovuto escludere alcuni degli esponenti, allora perché no una rete privata?
Sarà che i due maggiori rappresentati del populismo nel nostro paese, Silvio e Beppe, non ci stanno a confrontarsi civilmente e democraticmente?

Riflettiamo signori, riflettiamo sul perché e proviamoci a fare qualche domanda.
Sarà dovuto alla mancanza di argomenti, di preparazione o di fegato?
Nulla di tutto ciò! A mio parere è che il gioco del primo della classe riesce meglio se la classe è vuota! Ed è tanto più facile convincere senza un contradditorio.

Sottoporsi ad una "pubblica gogna" è segno di serietà e disponibilità nei confronti di chi è chiamato a eleggere chi lo rappresentarà.
In tutte le democrazie moderne è uno strumento ordinario di confronto elettorale.
In Italia no.
Forse perché il nostro motto è "o famo strano" pure se si tratta di democrazia.



mercoledì 23 gennaio 2013

Mode: Politica&Onestà

Negli anni 80 ci si cotonava e si votava DC, negli anni 90 andava forte la dance e Manipulite fece strage di parlamentari, nei nostri anni vanno i leggings e le liste pulite.
Si avvicinano le elezioni e sembra che lo sport preferito dei partiti sia quello di ripulire le loro liste, riempendosi la bocca di giustizia e trasparenza.
E’ tutta una proclamazione all’onestà, all’Italia finalmente pulita, ad un Parlamento composto da cittadini duri e puri e non impuniti, come se la rivelazione del 2012 non siano stati i Maya che si sbagliavano, ma la politica senza pregiudicati.
E la cosa più affascinante di tutta la farsa è che il primo partito al centro della bufera pulizie è il PDL. Il geniale Cavaliere ha deciso di seguire la moda, avendo fiutato il ritorno di immagine e quindi, a parte lui ovviamente, non vuole nessun indagato in lista. 
E allora la curiosità sale, si spulciano le liste ed ecco qui che appaiono mogli, ex dipendendi, ex amici e il solito compatto gruppo di “belle/giovani /intraprendenti” che in qualche modo hanno avuto a che fare con LUI.
Infondo tutto possiamo criticargli, tranne che non stia al passo con i tempi. Monti ha introdotto il “nuovo” stile di onesto&fedele ed ecco qui che Berlusconi si fidanza ufficialmente, ripulisce case e liste e si candida con modalità ancora da decifrare a guidare il paese per altri 4 anni.
Ma le beffe non si esauriscono con il centro destra, nel PD c’è grande fermento a chi occuperà i primi posti nelle liste e con quali alleanze. Per ora la confusione regna anche in Bersani che dopo la vittoria alle primarie sta cercando di ricompattare un quadro bello complicato sempre nell’insegna di una trasparenza che ci auguriamo sia vera.
E poi abbiamo la new entry, il tecnico vestito da politico che con il suo programa di riforme ha deciso di schierarsi con due “veterani”, Fini e Casini. La mia personale percezione è che questo errore gli costerà tanto e anche nelle loro liste, nonostante gli innumerevoli screening, la cristallinità è dubbia.
Povera Italia! Ancora una volta, insultata nella sua intelligenza e nella sua onestà.
Parlateci di programmi, di fattibilità delle vostre riforme e spiegate alla gente che la bacchetta magica su tasse e sviluppo non c’è.
La storia della pulizia è solo fumo negli occhi perché di pulito c’è davvero poco. L’appello agli elettori onesti è quello di documentarsi bene sui programmi proposti e  sulla credibilità di chi ne è paladino.
Virgola si impegnerà  a lanciare una nova moda: illustrare tutti i programmi per contribuire ad un elettorato responsabile. Yes we Can.


Per saperne di più sui candidati:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/23/elezioni-2013-improponibili-pdl-in-lista-tra-famigli-e-dipendenti-di-berlusconi/477664/

http://www.polisblog.it/post/47239/elezioni-2013-capolista-senato-monti

http://www.repubblica.it/politica/2013/01/22/news/le_liste_dei_candidati_pd_alla_camera-51075256/