venerdì 19 dicembre 2014

La settimana di Virgola

 La donna dell'anno è lei.
Altro che Anna Wintour & Belen.  Libby Lane, è questo il nome della donna che merita a mio avviso gli applausi del 2014...
Politica & Talent, pensiamoci!
..Immaginate che soddisfazione poter scegliere puntata dopo puntata, il prossimo sindaco o il prossimo Premier...
La mafia siamo noi
...In questi giorni siamo logorati dalle notizie sulla Mafia a Roma, tutti arrestati, indagati, coinvolti. Non c'è destra e non c'è sinistra, non c'è amministrazione che si salvi. E' tutto marcio, è tutto corrotto.
Purtroppo non c'è nulla da fare. Ce l'abbiamo nel sangue. Per quanto io per prima mi indigno e mi vergogno, devo rassegnarmi alla realtà. L'Italia è la mafia...

giovedì 18 dicembre 2014

La donna dell'anno è lei

Altro che Anna Wintour & Belen.  Libby Lane, è questo il nome della donna che merita a mio avviso gli applausi del 2014.
48 anni, pastore dal 2007 e simbolo di quel cambiamento radicale che nella "nostra" Chiesa non avverrà mai.
La Signora in questione è la prima donna Vescovo nominata dalla Chiesa Anglicana. Dopo una battaglia durata un ventennio, risale infatti al '92 l'ammissione delle donne alla carriera ecclesiastica per gli inglesi, finalmente arriva il lascia passare.
Gli anglicani cambiano rotta e modificano le regole per permettere alle Ladies la nomina alla massima carica prevista.
Addirittura Cameron ha cinguettato per congratularsi con Libby e l'intera Chiesa per questo passo verso l'uguaglianza di genere.
Che gli inglesi siano avanti si sa, che la modernità passi anche per la fede pure.
E come al solito oltremanica non ne sbagliano una, riuscendo a scalfire anche quell'utlimo muro di discriminazione.


La Lane pare sia un ottimo pastore, una donna fortissima e molto consapevole del simbolo che rappresenta. E' laureata ad Oxford, sposata con un sacerdote e ha due figli. Pare studi il sassofono e tifi Manchester United, insomma una donna normale, con tutto quello che la normalità può voler dire.
La sua carica inoltre la rende eleggibile per la Camera dei Lord come rappresentante della Chiesa e quindi la sua influenza potrà sconfinare il perimetro di una diocesi.
La mia personale nomina a donna dell'anno è infondo dedicata alle donne inglesi nella persona di Libby, che meglio di noi hanno lottato e raggiunto la parità.

Non si tratta di questioni religiose,  non so nemmeno cosa professa la Chiesa Anglicana ma si tratta di costume, cultura.
A mio avviso la Chiesa è fatta di esseri umani, come una società o un' orchestra. Tollerare discriminazioni lì, come altrove è assurdo.
Mi chiedo se noi mai ci arriveremo a tanta apertura.  Consideriamo anche quanto la Chiesa in Italia è importante, molto più che in Inghilterra,  quindi aprire le porte alle donne sarebbe un bel passo per fedeli e non.
I nostri giornali hanno riportato la notizia in sordina, come fosse poco importante, difficile immaginare il perché!Credo che scardinare il maschilismo del sistema ecclesiastico sia più difficile che ripulire i conti dello IOR.
D'altronde l'unico passo avanti della nostra influente Chiesa è stato un account twetter e un Papa poco corrotto, dovremmo apprezzare comunque?

Anyway che gli inglesi si godano l'ennesimo primato. Noi restiamo qui a combattere ancora per le nostre antiche battaglie.


lunedì 15 dicembre 2014

Politica&Talent, pensiamoci!

Devo dire che era dai tempi di Morgan cacciato per droghe che non ricordo tante polemiche sull'annuncio dei "big" Sanremesi.
Del resto se nei famigerati 20, circa la metà provengono dalla Corte dei talent, un pò di sbigottimento è più che lecito. Se poi ci aggiungiamo che il Fragolino "X"  in tempi record ha vinto ed è entrato diretto come fosse parte integrante del premio, l'incommentabile rasenta il ridicolo.
Se quindi le discografiche in Italia dettano le loro leggi, decidendo che gli artisti o passano prima per la TV oppure  loro non ci investono nemmeno un euro, che ne dite di trasformare questa spaventosa macchina in qualcosa di utile?
Pensavo che potremmo inventarci un talent della poltica. 

Immaginate che soddisfazione poter scegliere puntata dopo puntata, il prossimo sindaco o il prossimo Premier. 12 talentuosi aspiranti politici che si sfidano in prima serata a copli di stress-test. Potebbero esserci gare per testare velocità nello scrivere una riforma sensata, prove di public speaking  in inglese, pressure test su resistenza a corruzione e duetti con leaders Europei.

Una specie di giochi senza frontiere dedicato alle mille sfaccettature della vita da rappresentante del popolo.
Per citare Cattelan, altro che pubblico quinto giudice, diventeremmo il primo giudice di diritto.
Chi vince poi, si è impegnato dall'inizio a garantire un certo comportamento etico e produttivo, dettato da chi investe su di loro quindi NOI!
Del resto come la discografica in questione imprigiona i vincitori con vincoli contrattuali da capogiro, vuoi che non possiamo sbizzarrirci in clausole serratissime per chi sgarra?
Sarebbe a quel punto ripercorso il meccanismo del talent, se lo vinci una settimana dopo sei tra i candidati alle prossime elezioni. Il pubblico ti conosce già, hai dimostrato con varie prove che potresti cavartela, i soldi per la campagna elettorale son risparmiati e forse ci scappa pure che, dovendo mantenere i contratti con gli sponsor, ci penserai due volte ad andare a panzo con i boss.

Se qualche Amico di Maria sta leggendo, che butti giù qualche proposta così il prossimo "Tu si que vales" lo facciamo presentare a Napolitano!


mercoledì 10 dicembre 2014

Una sbirciata nel mondo dello spettacolo: Hermes Greco in #UnGiornoDa_Comico


La rubrica #UnGiornoDa ritorna con un nuovo racconto. Una frizzante intervista a Hermes Greco, talentuoso attore comico che ci racconta come si svolge la sua vita dentro e fuori dal palco.Scoprirete con me che spenti i riflettori la strada è dura e tortuosa per arrivare in cima.
Grazie mille a Hermes e alla preziosissima Ludovica, Buona fortuna ad entrambi!



venerdì 5 dicembre 2014

La Mafia siamo noi

In questi giorni siamo logorati dalle notizie sulla Mafia a Roma, tutti arrestati, indagati, coinvolti. Non c'è destra e non c'è sinistra, non c'è amministrazione che si salvi. E' tutto marcio, è tutto corrotto.

Purtroppo non c'è nulla da fare. Ce l'abbiamo nel sangue. Per quanto io per prima mi indigno e mi vergogno, devo rassegnarmi alla realtà. L'Italia è la mafia. Non mi riferisco alla concezione “usuale” di mafia, quella che uccide, quella degli attentati e della droga. Mi riferisco alla mafia come modo di pensare, modo di essere, modo di agire. 
Mi spiego: vedo attorno a me l'esatto atteggiamento di chi è ai piani alti, semplicemente in piccolo. Respiro quotidianamente, dagli “insospettabili”, quell'atteggiamento che è all'origine di tutto questo schifo.

E' costume, è società. Non c'è l'Italia pulita che credo di rappresentare. Ci son pochi retti e tanti, tantissimi storti.

E' facile, indicare il politico di turno come indegna figura. Quante volte ci si trova intorno ad una bella tavola a conversare su quanto Montecitorio vada raso al suolo e ormai ci mettiamo pure il Campidoglio. Su quanto quest'Italia corrotta non la vogliamo e ci fa venire voglia di scappare.

Ma i politici, i nostri amministratori siamo noi.

Se vogliamo realmente lamentarci non possiamo parlare all'antipasto di Alemanno corrotto e al dessert di come non pagare l'Iva impicciando i conti. O riempirci la bocca di lotta alla mafia e poi chiamare l'amico in questura per toglierci la multa. Non possiamo essere arrabbiati di pagare tante tasse, se poi lo zio avvocato guadagna 100 e dichiara 10 (però ci fa bellissimi regali a Natale).

Andiamo, siamo sinceri. Nel nostro piccolo orticello, chi più chi meno, facciamo tutti così.

Il problema quindi è la nostra mentalità, la nostra cultura civile praticamente inesistente. Con questo non voglio screditare le indignazioni di questi giorni, anzi. E' tutto inaccettabile e va bene denunciarlo, ma invito tutti a riflettere sul nostro piccolo.

Se oggi evadiamo 20 perché il nostro budget è 50 e la nostra vita è adeguata sul livello 50, cosa faremmo se ci ritrovassimo a guadagnare 5000 e quindi a vivere all'altezza di questo standard? La risposta è che invece di evadere 20, evaderemmo 2000. Se oggi facendo un favore all'amico mi guadagno solo un buon Brunello a Natale, domani diventassi il Presidente di qualcosa comunque lo aiuterei e verrei ringraziato con un appartamento al posto del vino.
E' così, noi italiani siamo così, è solo questione di proporzioni. Poco potere, poca corruzione tanto potere, tanta corruzione.
Buona riflessione a tutti.

venerdì 28 novembre 2014

SMETTERE

Mai avuto voglia di smettere?

Smettere di fumare, smettere di correre, smettere di lavorare. O ancora smettere di amare, smettere di sopportare o smettere di star male.

Beh io si, vivo di voglie di smettere. Bilancio quotidianamente la voglia di smettere alla voglia di cominciare qualcosa di nuovo. Sarà che son gemelli, sarà che son riccia e quindi piena di capricci, ma convivo in questo dualismo.




Mi interrogo su cosa voglia dire realmente smettere, infondo non è altro che quell’atavica voglia di cambiare che camuffiamo troppo spesso con il bisogno di smettere. Credo che l’essere umano sia un groviglio di emozioni confuse ma la voglia di smettere qualcosa che ci far star male, che non ci piace, ha poco a che fare con i capricci ma più con la sopravvivenza.

Pensiamo che il corpo umano sia programmato per sopravvivere alle situazioni che lo mettono in pericolo, impegna istinto e forze per fuggire dal pericolo  fisico e morale.

Quindi come si fugge da un fuoco che brucia la pelle, si fugge da uno status che corrode l’anima e si procede a cambiare, a smettere.

Una dieta non è altro che smettere di mangiare per cambiare il propio aspetto, l’iscrizione in palestra è smettere una vita sedentaria per cominciarne una più movimentata (si spera). Smettere di amare solitamente comporta voglia di cominciare a non farlo più o a farlo per qualcun altro.

Mi lancio in queste periperzie darwiniane perchè troppo spesso mi capita di sentirmi discriminata per la voglia innata che ho di smettere. Credo che c’entri poco la pazzia e molto il bisogno di sopravvivenza.

Nel mio caso smettere o aver voglia di farlo, porta sempre una voglia di cambiamento successivo, non si arena al semplice “E ora basta”. Se vi siete mai sentiti così credo che dobbiate unirvi al mio grido di speranza perché chi cerca di smettere infondo vuole cominciare non distruggere.

Cari immuni alla “ContinuaVogliaDiSmettere”, son felice per voi, per quanto mi riguarda mi ritengo assolutamente addicted a questa malattia o forma di sopravvivenza. (La seconda definizione per chi pensa che il bicchiere è sempre mezzo pieno, la prima per tutti gli altri!)

Buona giornata a tutti!




martedì 18 novembre 2014

Dai Tribunali all'Animazione. La storia di una scelta, di un cambio di rotta, di un libro.


#UnGiornoDa_Scrittore 
Intervista a Carlo Romano Trinca che lascia l'Avvocatura e segue la sua passione: il mondo dell'animazione.
Abbandona la toga e i tribunali, si lancia nell'avventura della scrittura di un libro sul mondo che ama.
La prima intervista della nuova rubrica del blog #UnGiornoDa è dedicata alla scrittura, alla passione e al coraggio di cambiare rotta.
Un grazie speciale a Carlo per la sua disponibilità e la voglia di condividere con me, con noi, la sua bella storia.

giovedì 6 novembre 2014

Caro Luca



Caro Luca,

leggo con piacere i tuoi ultimi successi, la cronaca di questi giorni ti vede nuovamente protagonista.
Dopo aver lasciato la Ferrari guiderai il nuovo CDA di Alitalia-Ethiad, traghetterai la defunta compagnia in una nuova era. Ti ciberai di emiri e rotte per i prossimi mesi, e tutti ti auguriamo di riuscire nella ristrutturazione.

Ma questi avvincendamenti al potere che vedono protagonista sempre i soliti nomi, ho in mente anche i tuoi amici Marchionne e Passera , non sono un po' troppo ridondanti?

Mi chiedo, tu che sei stato amministratore delegato di: 
-Idedi Holdin (La Stampa)
-Cinzano International (società dell'Istituto Finanziario Industriale)
-RCS Video
-Ferrari, ricoprendo anche il ruolo di Presidente  (dal 91 allo scorso Ottobre)
Tu che hai organizzato la Coppa del Mondo del 91,  fatto parte del CDA di TF1 (emittente francese), Campari, Poltrone Frau, Unicredit.
Tu che hai fatto il presidente di Confindustria e hai creato il movimento politico di Italia Futura. Tu che hai investito con il tuo amico Della Valle in NTV di cui sei proprietario.

Tu che sei chevalier della Légion d'Honneur e hai ricevuto tre lauree honoris causa...perché anche Alitalia?
Non bastano la media di 5 milioni l’anno per farti assaporare le gioie della famiglia. Non bastano per lasciar spazio a nuovi volti/nuove teste/nuovi talenti negli alti vertici?

La tua esperienza e le tue virtù non sono in discussione ma io da 28 enne precaria mi chiedo: ma sempre tu? Ma sempre voi?

Se le cariche manageriali più alte vanno sempre agli stessi, che riassumono sempre gli stessi, figli di sempre gli stessi noi come potremo mai emergere?

Vai pure a banchettare con i petrolieri ma fai in modo che la piccola/povera Italia ne benefici in qualche modo.

Ti auguro tanta fortuna,

ma ne auguro più a noi.

giovedì 30 ottobre 2014

Un giorno da..aspirante speaker!

Umanità/Storie/Lentezza/Stanchezza/Speranze/Sorrisi, credete stia facendo terapia verbo- occupazionale?!No! Questi sono gli ingredienti della mia avventura nei meandri dei provini romani.

Sono riuscita ad intrufolarmi con disinvoltura ai casting per diventare la nuova voce per Radio Dimensione Suono Roma. Bene, devo dire che non ero partita con l’intenzione di scrivere questo pezzo ma ho deciso che dovevo mettere a disposizione questo spaccato di mondo.
Ore 9, fila interminabile al gelo, 120 persone in attesa di una porta che si apra. Tutto inizia 2 ore dopo l’appuntamento (come da manuale) e i  veterani del mondo dello spettacolo, in fila ad ibernarsi con me, mi raccontano che è normalissima amministrazione. Io nel frattempo mi aggrego al gruppo che invocava di essere assistito almeno con una tisana calda nell’attesa..ovviamente il caldo sollievo non è mai arrivato.

Distribuiti i cartoncini con i numeri l’attesa diventa non più una condizione momentanea ma una certezza per l’intera giornata. Alche mi guardo intorno e penso..sicuramente questi volti/corpi/anime hanno qualcosa da raccontare...quindi metto mano al mio taccuino e mi lancio in una campagna giornalistica improvvisata: Un giorno da..Provinante!

Immaginatemi letteralmente imbucarmi nelle conversazioni di un simpatico gruppo di aspiranti speakers e fare la domanda “vi va di raccontarmi la vostra storia”!? Incasso 3 si e partiamo!

Hermes Greco

27 anni, di Catania, capello scuro, faccia simpatica, voce interessante. Chiaramente è già parte dello show biz mi dico, appena con l’occhio sveglio si interessa alle mie domande. Ed in effetti avevo ragione.

Di lui mi dice subito che è il mondo dello spettacolo è la sua vita, nessun compromesso, nessuna voglia di rinunciarci perché è “difficile”. Lui fa cabaret, nasce intrattenitore ed è stato trascinato alla scuola di caberet di Zelig da vari casi della vita. Oggi si interessa di radio/teatro/tv, recita in duo con una sua collega e spera di far di tutto questo il suo lavoro.

E’ sveglio e scaltro, mi pare sia già sulla buona strada. Alla domanda “cosa ti aspetti da questo provino”, la risposta è poco e niente, un occasione per tentare, vedere, esplorare.

 Passo ovviamente alla domanda sul passato, mi racconta che ha fatto un anno di giuriprudenza, perché viene da genitori avvocati ma poi ha capito immediatamente non fosse la sua strada. Delle faccende di cuore mi dice che attualmente pensa alla carriera e se l’amore è un ostacolo, allora non se lo può permettere. Tutto perfettamente in linea con i profili più comuni di chi cerca fortuna nello spettacolo e talento sa di averne.

Rimango  colpita dalla determinazione e l’ironia, ordino un caffè e passo alla mia seconda preda.


Federica

22 anni, studentessa di Nettuno. Lei merita una piccola descrizione introduttiva: occhio bendato da una fascia bianca molto vistosa e occhiale a  ricoprire.

Lei ha un tono di voce squillante, l’aria svampita ma simpatica, un personaggio difficile da definire senza aver prove visive! Eccole:  


Non posso non essere incuriosita, mi lancio nelle domande.

Mi racconta che studia lingue, inglese e spagnolo, vorrebbe lavorare nel mondo della voce/comunincazione/fonetica insomma di tutto un po'.  Al provino ci è venuta per provare a vedere com’è e anche lei ha zero aspettative. L’occhio è bendato per una brutta ulcera e comunque non la preoccupa per la riuscita del provino.

Passiamo subito alle domande di cuore, era fidanzata, erasmus con uomo lasciato in patria, poi parte lui e la molla perché non può tollerare altre distanze. Insomma nulla di strano per chi di erasmus ne ha vissuti! Alla domanda “sei innamorata!?” incasso un bel si e allora l’intervista si conclude così, sull’amore più che sulla radio.

Ah..sul finale mi viene detto “Aspetta un attimo che vado a mettere le goccie”..irresistibile!La adoro!

Ludovica

Lei è più silenziosa, più misteriosa, ha 26 anni ed è siciliana.

Mi racconta che è appena scappata (letteralmente) da Milano. Un bel giorno si è svegliata e dopo aver passato 3 anni nella fredda capitale nordica a studiare pubbliche relazioni ed eventi  è fuggita da un lui e da una vita che non la soddisfava.

Si sente libera in questo momento, cerca la sua strada, dalla radio non si aspetta nulla ma è li per provare.  Mi dice che scrive anche lei un blog, dove racconta le sue storie, mi parla di una specie di strana condizione che la porta ad avere spesso attacchi di panico quindi li racconta, li condivide con la comunità. Trovo la cosa interessante ed intelligente, brava Ludovica!

Del cuore mi ha già detto tutto perché la fuga dopo sei anni di storia non ha bisogno di grandi approfondimenti.

Sorrido, lei mi piace, ha quel non so che. Chiaramente non c’entra nulla (come me) nel mondo dello show biz.

A quel punto si avvicina un altro ragazzo, incuriosito dal mio fare pseudo giornalistico e dal mio taccuino e io colgo la palla al balzo per un’altro racconto.


Carlo

28 anni, distinto, penso abbia qualcosa di diverso dagli altri e infatti non mi sbaglio:  è avvocato!

Cosa ci fa un avvocato ad un provino per diventare la voce di una radio!?!?

Lui ha studiato giurisprudenza, ha finito i suoi anni e fatto praticantato, nel frattempo ha fatto 10 anni di animazione nei villaggi turistici. Ha due anime una creativa, l’altra accademica. Decide di mollare la seconda. Si definisce eclettico e non fatto per l’avvocatura.

Mi racconta che ha scritto un libro “Tecniche e segreti dell’animazione turistica”, mi dice che ha ricevuto belle soddisfazioni per ora e che porta avanti la promozione con un occhio al futuro. La radio potrebbe essere una possibilità ma non esclude altro. Ha l’approccio comunque da business man, se entro due mesi non “svolta” cerca un lavoro che possa sostentarlo, perché no tornare nei villaggi da manager.

Single. Non per scelta dice ma nemmeno per costrizione, rapporto indefinito con le donne, se arriva la giusta si vedrà. Mi colpisce la sua naturalezza nel raccontarmi un percorso diverso dagli altri ma ben chiaro per lui. No ingessamenti dietro scrivanie, il titolo ce l’ho e me lo tengo ma voglio un altro destino mi dice l'avvocato.

Complimenti. Ci piace lo spirito!

 --


Dopo tanto parlare si fanno le 2, ancora fila,ancora attesa. Ma siamo matti??La mia ammirazione per chi intraprende le scalate in questi mondi sale alle stelle, è disumano! Ma perchè i produttori/registi/accalappiatori di talenti non usano dare appuntamenti come nel resto dei lavori!?!?!

 Ci afflosciamo sulle sedie su questi pensieri e veniamo accerchiati da altri, altre storie, altre vite.  Chi ha già fatto provino lo scorso anno, è passato tra i primi 12 e nn ha superato. Chi è attore, beneventano, canta e alla radio non ci ha mai pensato ma è li per provare. Chi fa il mago, accompagna la sua bella e crea un cuore origamando 10 Euro!

Finalmente arriva il mio turno, coinvolta dalle storie quasi mi ero dimenticata perché ero lì. Entro, leggo una cosa davanti ad esperti del settore, è tutto molto serio contro ongni mia aspettativa. Mi diverto a far finta di essere una speaker e incasso commenti positivi sul timbro della voce.  Vengo poi trascinata a fare un gioco social dove mi riprendono e devo improvvisare un giochetto, lo faccio, mi faccio due risate e vado.
Ecco il video per chi volesse farsi due risate, è una roba registrata al volo all'uscita del provino vero, abbiate pietà e likeate se vi va, tanto ormai la reputazione è andata!
Social Game 

Insomma tutto fatto, la giornata da provinante per eccellenza vissuta a tuttotondo. 

Un’esperienza a tratti mistica ma mi sono decisamente divertita. Il mondo è pieno di storie che non vengono raccontante, di mondi, di realtà. Bisogna prendersi il tempo per scoprirle tutte. 

Un grazie speciale ai miei compagni d' avventura.  Siete pazzi & BuonaFortuna!



martedì 14 ottobre 2014

Pillole di previdenza



Oggi la mia riflessione è dedicata ad altri numeri sconfortati giunti freschi freschi dal bilancio sociale dell’Inps.  

In Italia i nipoti non lavorano ma anche i nonni se la passano male. Oltre 2 milioni di persone hanno un reddito previdenziale inferiore a 500 euro mensili. Il  70% ha meno di 1500 euro al mese.

Questo vuol dire che la vita degli over 60 non è così semplice, quantomeno per chi non ha avuto la fortuna di andare in pensione anni fa e beneficiare di cifre record. 

Il peggio dei numeri deve ancora arrivare. Le aziende in crisi licenziano, mettono in “pausa” e ciò implica un esborso non indifferente per gli ammortizzatori sociali. Sommato ai contributi figurativi erogati, la spesa è di 23.591 milioni di euro per l’Inps.

Ma andiamo con ordine, cosa vuol dire tutto questo? 


Gli ammortizzatori sociali son quelle forme di aiuto che l’Inps finanzia per soccorrere lavoratori in difficoltà, stiamo parlando della classica Cassa Integrazione o l’Indennità di Disoccuapazione. Queste forme di “SOS” in un economia che è in crisi son cruciali per evitare il collasso, permettono a chi non lavora più o non lavora per un po', di continuare a percepire uno stipendio.


I contributi figurativi sono invece forme di compensazione dell’Inps che vengono erogate quando il lavoratore è impossibilitato a svolgere la normale attività lavorativa (malattia/maternità) quindi il datore di lavoro non paga assicurazione e contributi per quei giorni. Vengono quindi coperti da Inps.

Le cifre da capogiro di questi due dati spiegano perché le pensioni sono così basse, non ci son soldi nelle casse dell’Inps. I 23 milioni son coperti per il 38,3% dai contributi a carico di imprese e lavoratori e, per il 61,7%, dello Stato.

E’ facile rendersi conto che se aumentassero i lavoratori la proporzione si invertirebbe: più contributi,  più soldi cioé meno oneri per lo Stato. 
Questo vorrebbe dire maggiore margine di aumento delle pensioni e di tutti i servizi previdenziali e/o riduzione sulle casse (vuote) dello Stato del peso di questo ente.

Il paese è certamente in crisi e si lavora poco ma il problema è anche l'enorme buco nero di chi non dichiara.


Quindi mie cari Signori che sfruttate in nero i vostri lavoratori; miei cari lavoratori che non volete dichiarare ciò che guadagnate, sappiate che anche per colpa vostra i nsotri padri prenderanno una pensione da miseria e noi non la prenderemo proprio. A chi conviene?


per saperne di più: bilancio sociale INPS 2013